domenica, dicembre 22, 2002

Iraq: Bush da' segreti intelligence a ispettori Onu

(di Giampiero Gramaglia)

(ANSA) - 21-12-2002 - WASHINGTON - Gli Stati Uniti impongono una dinamica di guerra alla crisi con l'Iraq: prima di lasciare Washington per la sua pausa di fine anno, il presidente George W. Bush da' l'ok per fornire agli ispettori dell'Onu informazioni di intelligence sull'Iraq; autorizza il raddoppio, nel giro di un mese, delle forze di stanza nel Golfo; e rinvia un viaggio in Africa dal 7 al 15 gennaio.
Decisioni scandite, l'una dopo l'altra, e a poche ore l'una dall'altra. Inoltre, ponendo il veto all'Onu su una risoluzione di condanna d'Israele - non accadeva da un anno - Washington mostra di non temere in questa fase le complicazioni politiche che possono derivare sul fronte iracheno.
Baghdad fiuta l'aria e drammatizza: un intervento militare sarebbe ''imminente'': ''Gli Stati Uniti cercano di metterci con le spalle al muro, con l'unico fine di aggredirci'', scrive Babel, il giornale di Uday, il primogenito di Saddam Hussein, che paragona Bush al condottiero mongolo Hulagu, un discendente di Gengis Khan, che nel 1258 prese Baghdad.
Le informazioni dell'intelligence americana serviranno agli uomini do Hans Blix, che ne fa formale richiesta, per scovare le scorte irachene di armamenti bio-chimici.
Il passaggio delle notizie fra agenti della Cia e ispettori dell'Onu, che sarebbe gia' in corso, avviene con cautela: Washington, infatti, teme fughe di dati che potrebbero aiutare Baghdad.
Ma Blix ha insistito; e Bush ha acconsentito: senza il supporto dei dati in possesso degli americani, che sembrano saperne piu' di tutti, le ispezioni rischiano di rimanere generiche e inefficaci. Salvo ricorrere, come pure avverra', a interrogatori di scienziati fuori dall'Iraq.
Con la Cia a fare da suggeritore, gli esperti dell'Onu possono, invece, sperare di prendere, finalmente, gli iracheni in fallo. Ma, se non sara' cosi', gli Stati Uniti saranno in imbarazzo: basano sull'intelligence, l'affermazione che il regime di Saddam Hussein dispone di armi di sterminio. Blix avra', forse, elementi da riferire al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che vuole ascoltare, il 9 gennaio, un rapporto dettagliato sulla dichiarazione irachena sulle armi di distruzione di massa, dopo che, giovedi, gli Stati Uniti l'hanno definita una ''violazione palese'' della risoluzione 1441 delle Nazioni Unite dell'8 novembre.
Ma un rapporto di sostanza sui risultati delle ispezioni e' fissato per il 27 gennaio. Per quella data, il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld avra' gia' dato corso agli ordini, che saranno impartiti a giorni, per rendere operativa le decisioni militari del presidente Bush.
Dopo due giorni di consultazioni con i suoi strateghi, il comandante in capo ha ieri approvato l'invio nel Golfo entro gennaio di altri 50 mila militari statunitensi, che andranno ad aggiungersi ai 60 mila circa gia' presenti. E' probabile che la mobilitazione comporti il richiamo di decine di migliaia di riservisti.
Dalla base di Bagram, a nord di Kabul, dove e' in visita, il capo di Stato Maggiore americano, generale Dick Myers, assicura: le forze armate saranno pronte, se e quando il presidente decidera' l'attacco nel Golfo.
Anche il premier britannico Tony Blair ribadisce che Londra e' pronta a seguire Washington in un intervento armato perche' Saddam continua a giocare a nascondino con l'Onu: gli inglesi proseguono la ''pianificazione di contingenza'' per preparare il Paese a un conflitto che ricalchi quello del 1991. Citando il deterioramento della crisi con l'Iraq, Bush ha anche deciso di rinviare una missione in Africa in programma nella prima meta' del mese prossimo (e che, invece, si fara' piu' avanti nell'anno).
Fra le ragioni del rinvio, pero', il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer ha anche citato il desiderio del presidente di cominciare a lavorare, nell'anno nuovo, sulle priorita' della politica interna.
Ricevendo alla Casa Bianca il Quartetto, cioe' la formazione diplomatica internazionale (Usa, Ue, Russia e Onu) che segue il processo di pace in Medio Oriente, Bush aveva poco prima dichiarato la propria delusione per l'atteggiamento iracheno: Baghdad e' molto lontana dall'avere mostrato la volonta' di rinunciare alle armi di sterminio e di rendere conto di quelle che ha.
Per mantenere la pressione sul regime di Saddam, nel giorno che un agguato in Afghanistan ricorda agli americani che in guerra si muore, 240 mila volantini vengono sganciati su due localita' del Sud dell'Iraq, per informare gli iracheni delle frequenze su cui vengono trasmessi programmi radio di sostegno all'opposizione irachena a Saddam Hussein e notizie sulle ispezioni dell'Onu.
Il lancio dei volantini fa seguito a un'incursione, ieri, contro due postazioni della difesa contraerea irachena, sempre nel Sud del Paese: una delle decine di scaramucce registrate quest'anno e intensificatesi nelle ultime settimane.
21/12/2002 22:11

sabato, dicembre 21, 2002

FIAT: PAGLIARULO, ORA CONTA MENO DI ZERO NEI CONFRONTI DI GM

Roma, 21 dic. - (Adnkronos) - ''Prima la Fiat contava pochissimo nei confronti di General Motors. Oggi, con la vendita di tutte le azioni Gm di proprieta' Fiat a Merril Lynch, conta meno di zero'': lo afferma il senatore Gianfranco Pagliarulo (Comunisti Italiani) commentando la cessione della quota di Gm da parte del Lingotto. ''Cio' vuol dire -sostiene Pagliarulo- che Gm domani potrebbe acquistare Fiat per quattro soldi. Presumibilmente sia questa operazione che la vendita di Fidis servono a Fiat per 'fare cassa'. Ma al dinamismo finanziario del gruppo corrisponde una totale inerzia delle prospettive industriali''.

giovedì, novembre 28, 2002

SIRCHIA, CLONAZIONE TERAPEUTICA O RIPRODUTTIVA E' CRIMINE

(AGI) - Campobasso, 28 nov. - Il ministro per la Salute, Girolamo Sirchia, condanna senza appello la clonazione, sia essa a scopo riproduttivo sia per fini terapeutici. Nel corso del suo intervento, nell'inauguarzione dell'Universita' cattolica di Campobasso Sirchia, ha affermato: "Bisogna dire chiaramente e affermarlo con le leggi che la clonazione riproduttiva e' un crimine contro l'umanita'. La clonazione terapeutica non e' migliore, perche' non differisce sostanzialmente dalla prima. Non vedo - aggiunge Sirchia - come si possa distinguere se non dialetticamente, queste due forme". Il ministro punta l'indice sulle "ultime notizie diffuse solo per fare spettacolo. In questo momento la gente e' frastornata, perche' non capisce piu' se la scienza e la ricerca sono a favore o contro l'umanita'. Chi fa la ricerca ha un compito molto impegnativo - afferma il ministro - quello di far capire che ci sono anche un'etica e delle regole da rispettare. Credo che siamo arrivati al punto in cui bisogna sancire per legge che la clonazione riproduttiva e' un crimine contro l'umanita', alla stregua della schiavitu' e delle sevizie contro i bambini". Il ministro, nel suo discorso, chiama in causa anche la Comunita' internazionale. "Non ci basta sapere se l'Unione europea non fara' la clonazione riproduttiva, ma vogliamo essere certi che questo non accada anche a Dubay o in Cina. Cio' avverra' - tuona Sirchia - solo se sara' stabilito solo con leggi che si tratta di un crimine".
281726 NOV 02

martedì, novembre 26, 2002

Duro scontro, con annuncio di querela, in materia di decreto salva antenne ed elettrosmog tra il presidente ...

Fonte: Il Tempo, 21/11/2002

... della regione Lombardia Roberto Formigoni e il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. Al centro della polemica a distanza (Formigoni è in viaggio in Cina), la decisione della regione di ricorrere alla Consulta contro il cosiddetto decreto Gasparri, varato ad agosto per semplificare l'iter di installazione delle antenne per l'umts e criticato da numerosi enti locali che si sono sentiti scavalcati in materie (edilizia ed elettromagnetismo) che la Costituzione attribuisce alle regioni.
A Gasparri che aveva definito «miope, rozzo e ottuso» il ricorso della Regione, fatto il 12 novembre «contro le installazioni indiscriminate», Formigoni ha risposto definendo il ministro un «fascista, che difende gli affari poco chiari in cui è coinvolto». Pronta la querela di Gasparri.
Che tra i due non ci fosse feeling era noto. Forse anche a causa di certe definizioni salaci che il ministro di An ha dato al governatore lombardo. «Lui il delfino di berlusconi? Figuriamoci», aveva ironizzato Gasparri sulle effettive chances di scalata a Palazzo Chigi del collega di Forza Italia.
In difesa del ministro si è schierato Alessio Butti (An) ricordando che Gasparri «non solo non è mai stato accusato in alcuna sede di essere poco trasparente ma non è stato mai nemmeno attaccato su questo tema neanche dai più accaniti avversari della sinistra che pure non gli risparmiano critiche». E mentre per Egidio Pedrini (Udeur) «nel centro-destra c'è davvero un bel clima», Sauro Turroni dei Verdi, vicepresidente della Commissione Ambiente del Senato, ha detto che «Gasparri paga pegno alle società di tlc che gli dettano i decreti» e ha approvato pienamente l'atteggiamento assunto dalle Regioni.
Il decreto 198 dell'agosto 2002, voluto dal ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri per superare i ritardi nella realizzazione delle reti che dovranno ospitare le comunicazioni del futuro (umts, digitale terrestre e banda larga), è già stato respinto da almeno sei regioni come la Toscana o le Marche, ma anche da comuni come Vercelli, che hanno presentato istanza alla Corte Costituzionale.
Gasparri ha sempre sostenuto che sull'elettromagnetismo «c'è una vera e propria fobia», spiegando che senza decreto il rischio a livello locale era quello «di una paralisi degli investimenti nelle tlc», mentre «l'Italia ha limiti di tutela maggiori di quelli europei: la legge prevede emissioni elettromagnetiche massime di 6 volt/metro, mentre in Europa sono superiori, anche a 40 volt/metro».
Per le regioni, invece, il decreto Gasparri è «in realtà una vera e propria deregulation, inaccettabile e illegittima, anche alla luce della riforma costituzionale in senso federalista che il governo sembra ignorare», con il rischio di avere un risultato contrario a quello auspicato. Il decreto violerebbe la competenza in materia di urbanistica e ambiente attribuita alle Regioni dalla Costituzione.
Il decreto legislativo semplifica le installazioni di reti e antenne di tlc sul territorio nazionale, e indica tetti uniformi per le esposizioni all'elettrosmog, e la formula di silenzio-assenso per le autorizzazioni alle installazioni.
Fra gli obiettivi del provvedimento, la «razionalizzazione delle procedure autorizzative» e la «certezza dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi». Per le installazioni di impianti Umts, «con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20 watts», se rispettati i limiti di esposizione, il decreto prevede che sia «sufficiente la denuncia di inizio attività». Se le amministrazioni locali esprimono dissenso è convocata entro 30 giorni una conferenza di servizi che si esprime a maggioranza, sostituendo «a tutti gli effetti gli atti di competenza delle singole amministrazioni».

sabato, novembre 23, 2002

Elettrosmog e Regioni «Rivolta prevedibile»

ROMA - In nome del «principio di precauzione» la legge quadro sull’inquinamento elettromagnetico, approvata sul finire della scorsa legislatura, doveva imporre limiti più severi per le antenne e gli elettrodotti. Invece sta scatenando liti e polemiche. Lo scontro fra il ministro delle Comunicazioni Gasparri e il presidente della Regione Lombardia Formigoni è appena un anticipo, prevedono gli esperti del settore. «La legge è rimasta priva dei decreti attuativi - lamenta l’onorevole Valerio Calzolaio, ds, padre della normativa -. Se prenderanno forma come preannunciato dal ministro dell’Ambiente Matteoli, allora potremo dire che è stata affossata». I valori proposti da Matteoli sono di 10 microtesla per gli elettrodotti e di 6 volt per metro per le antenne. Coerentemente con le indicazioni della ricerca scientifica internazionale, ricorda Calzolaio, dovrebbero essere, inferiori a 1 microtesla e a 3 volt per metro, rispettivamente. «Come se non bastasse - osserva Calzolaio -, l’unico decreto che ora tira fuori Gasparri, sottrae agli enti locali il diritto di stabilire se la localizzazione di un’antenna è legittima».
L’ingegnere Giuseppe Mangialavori, responsabile dei controlli su inquinamento elettromagnetico e acustico dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e del territorio), chiarisce i termini del conflitto tra Stato e Regioni. «I gestori della telefonia si accingono a impiantare 40.000 nuovi ripetitori che affiancheranno i 15- 20.000 già esistenti. Il decreto Gasparri stabilisce che, essendo impianti di pubblica utilità, potranno essere installati in deroga alle leggi sull’urbanizzazione la cui competenza è degli enti locali. Il malumore delle Regioni era prevedibile».
Fra i due litiganti, intanto, spunta un paciere: La Russa ha invitato Gasparri e Formigoni a cena «per appianare le divergenze».
Franco Foresta Martin

Fonte: Corriere della Sera, Politica

martedì, novembre 19, 2002

PEDOFILIA SU INTERNET: GIRO D'AFFARI DA 11 MILIARDI DI EURO ANNUI
(Ansa)
ROMA - Un singolo sito internet sulla pedofilia puo' guadagnare fino a 90 mila euro al giorno (circa 180 milioni di vecchie lire) attraverso la vendita di foto e video contenenti scene di sesso tra adulti e bambini. Un giro d'affari che in Italia ha un fatturato annuo di oltre 11 miliardi di euro (circa 21 mila miliardi di vecchie lire). Lo afferma l'associazione Save the Children che lancia un allarme sulla pedo-pornografia in rete e presenta domani il progetto ''Stop-it'' contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale di minori su internet. Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea, consiste nella realizzazione di un sito sul quale si potra' segnalare materiale pedo-pornografico individuato in rete. Secondo i dati dell'associazione sono 70mila i siti che contengono materiale simile, per un totale di 12 milioni di immagini. Save the children avverte che la situazione nel nostro Paese non e' da sottovalutare. Alla fine di settembre 2001 sono stati denunciati: 1.895 newsgroup italiani; 601 veri e propri siti internet italiani e 3.627 siti che contengono riferimenti al territorio nazionale.

giovedì, novembre 07, 2002


Costa caro cadere nella Rete...
(http://www.diario.it/cnt/articoli/inviati/articolo318.html)

Avviso ai naviganti: guai a chi, visitando un sito porno, non si accorge che a tradimento è scattato un collegamento telefonico. La bolletta rischia allora di diventare davvero molto hard

di Lorenzo Campani

MILANO. Che cosa sta accadendo al web italiano? È la domanda che si devono essere posti molti utenti in questi ultimi mesi, da quando la Rete è stata invasa. Niente extraterrestri. Niente Orson Wells. Solo sesso, loghi e suonerie.
Difficile non notarlo. Difficile, anche per il navigatore più distratto, non sbattere nei banner pubblicitari in heavy rotation su tutti i portali e nelle e-mail di spam che a badilate intasano le caselle di posta elettronica.
Il 2001 è stato un annus horribilis per la pubblicità on line, con tutti i maggiori protagonisti della Rete nostrana con l’acqua alla gola, alle prese con ristrutturazioni e licenziamenti che nel mondo della new economy sembravano fantascienza solo dodici mesi fa. Si sa, in tempi di quasi recessione i primi a essere tagliati dalle aziende sono gli investimenti pubblicitari. Così i bilanci delle dot.com, già provati, scendono giù negli abissi. Se poi ci si mette in mezzo anche l’11 settembre, si comincia a grattare il fondo del barile. E da quel gratta-gratta esce fuori una strana parola: dialer.
Paolo G, elettricista in una grande azienda, sposato e con due figli adolescenti, di quelle sei lettere messe in fila fino a un paio di mesi fa non conosceva nemmeno l’esistenza e avrebbe continuato volentieri a ignorarle. Il destino ha voluto che il dialer entrasse nella sua vita attraverso una busta bianca e rossa targata Telecom: telefonate per un totale di 1 milione e 300 mila di vecchie lire. Bolletta milionaria e due figli adolescenti. Due più due fa quasi sempre quattro. Breve indagine: il figlio maggiore ricorda che vagando tra una chat e una ricerca per la scuola, si era imbattuto un giorno in un sito con ragazze in abiti particolarmente succinti e aveva cliccato per entrare. È a questo punto del racconto che si inserisce la parola magica.
Dialer: minuscolo (e a volte subdolo) programma che con un paio di clic stacca la connessione normale e ricollega a un numero a pagamento, tanto per intendersi 166 e simili.
Il ragazzo, dopo la parentesi erotica, continua la sua navigazione normale senza rendersi conto che la connessione è ancora quella a tariffazione speciale, uno scherzetto da 3 mila lire al minuto. E via così nei giorni successivi, pensando bene di scaricarsi allo stesso modo qualche suoneria molto glamour per il nuovo cellulare. Il conto finale già lo conosciamo.
Dopo un paio di anni di onorata carriera (onerosa per i consumatori) nel settore del porno, unico business della Rete che porti soldi veri e non debiti, per il dialer ad autunno 2001 arriva il momento dell’altra passione italiana: il cellulare. Loghi e suonerie sbarcano anche sulle prime pagine dei portali.
Oltre all’invasione pubblicitaria, il termometro della situazione viene dai motori di ricerca.
Piccolo esperimento: interrogazione di Google, il più usato e affidabile. Parole chiave: sesso, porno, tette e tutti gli abbinamenti che il più fantasioso kamasutra verbale possa contenere. Conclusione: quasi il 40 per cento dei risultati ottenuti porta a siti dialer. In termini numerici, migliaia e migliaia di indirizzi internet. Idem per i telefonini.
Le cifre in ballo sono notevoli e in forte crescita, la torta da spartirsi molto ghiotta e gli sforzi minimi, perché attivare un 166 non è certo un’impresa titanica. Basta recarsi presso un centro servizi che mette a disposizione le sue infrastrutture e chiede a un operatore di telefonia (per esempio Telecom) di attivare sulla propria rete il numero. Un po’ di pubblicità al sito, e-mail di spam e inserimento sui principali motori di ricerca. Il gioco è fatto, non rimane che sedersi e aspettare.
Se non ci si accontenta e si vuole evitare quel satanasso del fisco italiano, si intestano sito e 166 a una società di comodo in qualche paradiso fiscale.
L’affare dialer corre sul filo sottile che separa il lecito dal truffaldino, con ciclopiche scritte «gratuito» sparate a mille e lillipuziane avvertenze sui costi del «servizio», a piè pagina o negli anfratti più remoti. La parola trasparenza da queste parti suona un po’ come una bestemmia, con un particolare decisamente inquietante.
Una legge del 1995 vieta in modo assoluto per i 166 i contenuti erotici e pornografici. Quindi le migliaia di siti porno e di relativi dialer che in questi anni hanno fruttato agli operatori tanti bei miliardi, sono da considerare sostanzialmente illeciti. C’è da scommettere che nemmeno un centesimo del malloppo tornerà nelle tasche degli utenti. Del resto il gioco preferito nel settore è lo scaricabarile.
Al momento dell’attivazione del 166 si deve firmare una «dichiarazione sostitutiva di atto notorio» in cui si descrive il tipo di servizio fornito. Il foglio finisce direttamente al ministero delle Comunicazioni per gli eventuali – sottolineiamo eventuali – controlli.
In caso di contestazione l’unico responsabile è chi ha firmato la dichiarazione. Niente è dovuto dagli altri soggetti come centri servizi e compagnie telefoniche, che pur intascano una percentuale su ogni euro che il numero genera. Beppe Grillo, simpaticamente, li ha definiti vigliacchi: «Noi non sappiamo niente, noi affittiamo le linee a delle altre società a responsabilità molto limitata e poi quello che fanno non ci riguarda. È come se le Fs dicessero: be’ c’è un treno fermo due giorni, lo affittiamo a delle bagasce, fanno due o tre marchette ma a noi non ci riguarda, ci danno il 10 per cento».
Tutto questo comunque è il passato. Per il futuro, anzi per il presente, la soluzione è già arrivata. E viene dalle parti dell’autorità delle comunicazioni. Nel 2000, con una delibera, l’organo presieduto da Enzo Cheli introduce in Italia nuovi numeri a tariffazione speciale accanto ai vecchi 166 e agli ormai trascurati e inutili 144. Gli 899 e i 709 sono diventati attivi solo alla fine del 2001, ma hanno riscosso subito un gran successo fra gli operatori. Rispetto ai cugini più anziani portano in dote notevoli vantaggi, ovviamente non per i consumatori. La novità più importante è il via libera al porno, vero business trainante. I servizi forniti dai nuovi numeri non sono più regolati da una legge ma dai codici di autocondotta dei singoli operatori. Per puro caso tutti hanno cancellato la parte riguardante il divieto per i contenuti erotici. Anche il più importante: Telecom Italia.

PROFONDO MISTERO. Ma non è tutto. Il limite massimo per singola chiamata passa dai venti minuti dei 166 ai sessanta degli 899, oltre al calare del più profondo mistero sui costi al minuto. Definirli poco trasparenti risulta riduttivo. Il prezzo varia a seconda della numerazione e dei singoli accordi fra gli operatori di telefonia. Si apre così una giungla tariffaria inestricabile per il consumatore, fino al paradosso che il solo scatto alla risposta possa costare anche la modica cifra di cinque euro. Il risultato è scontato: passaggio massiccio alle nuove numerazioni, con previsione di un rapido pensionamento per i 166.
A questo punto una domanda è d’obbligo: dove finiscono i quattrini del nuovo business della new economy?
Per rispondere, è necessario il secondo, piccolo esperimento: giro turistico fra centinaia di siti che offrono porno, loghi e suonerie. Il risultato è la figura retorica per eccellenza della Rete: la ragnatela.
Ai margini di questa tela finissima ci sono piccoli webmaster, delusi dalle mirabolanti prospettive che qualche guru dell’e-commerce gli aveva propinato e desiderosi di rientrare almeno delle spese. Sottoscrivono programmi di affiliazione e infilano sul proprio sito dialer di qualcun altro in cambio di una percentuale sul traffico telefonico generato. Se non ci fossimo incamminati sul sentiero della metafora aracnide potremmo definirli i classici pesci piccoli. Furbi, ma piccoli.
È avvicinandosi al centro della ragnatela che si fanno gli incontri più interessanti. Road Town è la piccola capitale dell’altrettanto minuscola isola di Tortola nelle isole Vergini britanniche (Bvi per i facoltosi habitué). A dispetto dei suoi 6.500 abitanti può contare su circa 350 mila società registrate. Il segreto di questo mirabolante attivismo è presto detto: le isole caraibiche sono uno dei più blindati paradisi fiscali.
Road Town è anche sede della Inigo Investment, società a cui risultano formalmente intestati centinaia e centinaia di siti-dialer dai nomi sottilmente allusivi come ninfomaniarrapate.com o pornosubito.com.

UNA MULTINAZIONALE? Oltre al proprio network, Inigo promuove uno dei programmi di affiliazione più gettonati. Su alcuni suoi siti che potremmo definire «depositi» si trovano centinaia di dialer diversi a disposizione di quei pesci piccoli di cui abbiamo parlato. Ma i Caraibi sono solo l’ultima tappa di questa società, che risulta avere sedi anche a Dublino e Londra. Una multinazionale? Nemmeno per sogno. Solo scatole vuote. Stranamente le sedi coincidono con indirizzi e recapiti di società internazionali che offrono servizi off-shore: nelle Isole Vergini il colosso panamense Mossack Fonseca, in Gran Bretagna e Irlanda l’Intertrust Group. Un’altra stranezza ci porta al capolinea di questo viaggio ai quattro angoli del mondo: in tutte le registrazioni, che la sede sia al caldo sole delle Bvi o nella triste nebbia londinese, il recapito telefonico è sempre lo stesso, e porta dritto dritto nel Canton Ticino, al civico 12 di via Serafino Balestra a Lugano. La targa sul portone indica «studio fiduciario Ferrecchi».
Qui, ai più, scatta il manzoniano «chi era costui?». Ma ai ben informati di cronache giudiziarie milanesi il nome non suona certo nuovo. Giorgio Ferrecchi, già consigliere di amministrazione di Finivest Service sa, era il procuratore dei conti correnti svizzeri di All Iberian.
All’ex fiduciario del nostro presidente del Consiglio i Caraibi devono proprio piacere. Curaçao è la più grande delle tre isole che compongono le Antille olandesi. Nel settembre del 1998 vengono costituite due società gemelle: Ferdia e Rashmi. A loro nome sono registrate altre centinaia di indirizzi internet con oggetto, manco a dirlo, i famigerati dialer. Anche qui la fantasia non manca: amicheporche.com, sesso-grasso.com e via discorrendo.
Per arrivare fino a via Balestra la strada è più tortuosa e passa attraverso piccoli indizi, link incrociati e «società cuscinetto». Stesso capolinea per la World Wide Webmarketing Ltd di Anguilla o per i siti registrati a nome Fukyana Sherif questa volta in terra africana, al Cairo. Ferdia, Rashmi e Inigo sono, tra le altre cose, i più attivi inserzionisti di banner sui portali italiani da Virgilio a Iol, da Lycos a Jumpy.

SUL MAPPAMONDO. Lugano sembra tappa obbligata per certi tipi di affari. A due passi dallo Studio Ferrecchi, nel pieno centro della city luganese, troviamo la sede della Ilex Trust, altro terminale insieme alla collegata Lago Fiduciaria di moltissimi siti-dialer italiani. Niente uso di paradisi caraibici questa volta, ma la più misteriosa Alofi capitale di Niue, neocentro off-shore. A cercare sul mappamondo questa isoletta persa nell’immensità dell’oceano Pacifico c’è da perdere la vista. Qui ha sede la Lr Company Services, scatoletta vuota e unico filo che collega un network di siti registrati a soggetti improponibili (e falsi) come la Solemio Srl – via della mamma 13 (Napoli), referente Gennaro Esposito. Alla faccia del luogo comune...
Tutto questo vagare per i mari di mezzo mondo non ci deve far dimenticare però che italiano è il mercato e italiani sono i protagonisti della vicenda.
L’associazione Libere comunicazioni nasce a Roma nel 1999. Lo scopo dichiarato è nientemeno quello «di restituire la libertà al settore del servizi a valore aggiunto, gravato da troppi lacci e lacciuoli» e «vessato da una legge-truffa promulgata nel 1995». In pratica le rivendicazioni sono quelle che troveranno una risposta nel 2000 con la delibera dell’Autorithy. Promotore dell’iniziativa e poi presidente del sodalizio è il cinquantenne avvocato romano Amedeo di Segni. L’associazione sembra godere subito di buoni appoggi e contatti con il mondo politico. Sul sito di riferimento (www.legal.it/alc) si propaganda la fulminea adesione dell’onorevole Marco Taradash.
Anche a livello ministeriale l’associazione gioca bene le sue carte. Attiva da neanche sei mesi, ottiene nell’ottobre del 1999 un incontro con il sottosegretario alle Telecomunicazioni Lauria. Gli incontri al ministero continueranno per tutto il 2000.
Nelle elezioni politiche del 2001 l’Alc si spende a sostegno della campagna elettorale di Gianni De Michelis che in cambio promette «tutto il suo appoggio». «Non ci proponiamo come associazione di categoria, ma ci presentiamo alle istituzioni quale contenitore rappresentativo dei centri servizi, di chi al loro interno vi lavora, dei consumatori (orpo!), dei comitati utenti audiotel (?) e di talune rappresentanze sindacali. Nessun interesse privato, quindi, nessuna mafietta da difendere».
In verità qualche piccolo interesse privato da difendere ci sarebbe.

SITI DEPOSITO. Terzo esperimento.
Digitando l’indirizzo www.david-dvd.com/dialer/ si apre una paginetta bianca con una lista di circa 150 dialer, quasi tutti dai contenuti erotici. Siamo alle prese con uno dei famosi «siti deposito». E a nome di chi è registrato? David Edizioni Srl, per informazioni il contatto è l’avvocato Amedeo Di Segni. Tombola.
Attorno al «sito deposito», una serie di società sparse in mezzo mondo, ma dall’inconfondibile marchio di fabbrica tutto italiano. Dalla Telekosmos di Nassau alla Liddle Ltd di Dublino, dalla Worldort nelle Bahamas alla romana Imago, passando per le imparentate Kreazioni srl e Tsv International. Quest’ultima nel 1999 è stata protagonista di una strana truffa ai danni di Telecom Italia. Con la complicità di alcuni dipendenti dell’ex azienda di Stato aveva generato falso traffico telefonico sui propri 166 per vagonate di milioni.
Ma anche in questo caso non poteva mancare l’approdo ticinese. La Shan Services Llc è una società con sede a Cheyenne capitale del Wyoming. Lo Stato del Nordovest degli Stati Uniti è noto per il parco di Yellowstone e per i suoi ranch. Paradiso naturale ma anche fiscale. Per formare una società bastano poche ore e se non si svolge attività sul suolo statunitense, zero tasse. Buona notizia per chi fa affari con gli 166 in Italia.
Quella di Cheyenne è solo l’ennesima scatola vuota. Una filiale operativa si trova a Lugano in via Zurigo 5. Amministratore unico Codoni Fabrizio, e il «chi era costui» questa volta ci porta dalle parti della fiduciaria Abilfida (stesso indirizzo) di cui Codoni è vicepresidente. Un gradino più su negli organismi societari siede il dottor Laurito Frigerio indagato per riciclaggio nel dicembre del 2001 dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Cerro. I soldi riciclati sarebbero quelli di Paolo Berlusconi e dei suoi soci.
Come si vede, se si mettono insieme Svizzera, fiduciarie e inchieste, il cognome più famoso d’Italia salta fuori come il prezzemolo.
La Shan Services è intestataria di molti siti su uno di questi (www.erosline.ch) viene proposta una strana raccolta punti. Niente a che vedere con pentole o tazzine: ogni minuto che un utente passa collegato ai numeri a valore aggiunto corrisponde ad un punto premio. Con 210 mila punti si può portare a casa una Jaguar nuova fiammante. Conti alla mano, conviene passare direttamente dal concessionario.

PROPOSTA STRAVAGANTE. Se si hanno dei dubbi sulla realtà di questa stravagante proposta basta scrivere una e-mail all’indirizzo di posta elettronica fornito come supporto nel caso si desideri qualche chiarimento: cambio@legal.it. Tana per l’avvocato Di Segni. Stessi affari, stessi meccanismi, stessi canali finanziari. La sensazione è che a tessere la ragnatela siano, alla fine, pochissimi ragni. Un altro dato potrebbe confortare quest’ipotesi: stessi numeri?
La risposta è una serie impressionante di coincidenze. Da siti intestati a soggetti che apparentemente non hanno nulla in comune, sulla carta lontani migliaia di chilometri, vengono composti gli stessi numeri o numeri vicinissimi. Caso esemplare: alcuni dialer Inigo si collegano all’166.131.960 mentre quelli dell’attivissima B2M2 all’166.131.962, stessa simmetria per i numeri 899.003.439 e 899.003.438. Che dire poi del nuovissimo 709.555.0000 numero di riferimento per Inigo ma anche per Infoline srl, Rocketmedia e molti altri ancora?
Ultima coincidenza. Destino vuole che il 90 per cento dei 166 attivati dalle società di cui ci siamo occupati (compresi quelli erotici) faccia parte dei pacchetti assegnati dalle autorità alla Plug it, emergente società di telecomunicazioni di Arezzo, fra i primi cinque operatori nazionali di telefonia fissa e seconda dopo Telecom Italia nei servizi a valore aggiunto.
Sembra che il gruppo toscano non presti molta attenzione ai contenuti dei numeri che i suoi clienti attivano, del resto la percentuale sugli incassi ottenuti da questi 166 deve aver contributo all’ottimo bilancio della società nel 2001, anno da dimenticare per tutti gli altri operatori: 143 milioni di euro di fatturato rispetto ai 20 dell’anno precedente. Niente male.
Qui la giostra si ferma, ritornando alla domanda da dove tutto è partito: cosa sta accadendo al web italiano?
Semplicemente qualcuno ha inventato il business perfetto, con pochi rischi e molti profitti, dove tutti hanno qualcosa da guadagnare: le compagnie telefoniche con gli scatti, i portali con la pubblicità.
Tutti tranne uno, Paolo G, che senza saperlo un giorno è finito nella Rete dei furbi.

©diario della settimana
Via Melzo, 9 - 20129 Milano - Tel. 02 27711800 - Fax 02 2046261
Internet: http://www.diario.it - Email: redazione@diario.it

L'ESPRESSO: CHIUDE KATAWEB NEWS, DECISIONE GRAVE PER FNSI

(ASCA) ''Il Gruppo l'ESPRESSO ha deciso di cessare l'attività della Società Kataweb News S.r.l. e di risolvere il rapporto di lavoro con i sei giornalisti dipendenti. Una decisione grave - commenta la Fnsi in un comunicato - che conclude un progetto aziendale iniziato nel giugno scorso con il trasferimento di tutte le altre attività di Kataweb News nella neo costituita società Kataweb Spa. In quell'occasione il Gruppo l'ESPRESSO aveva ripetutamente assicurato i Sindacati dei giornalisti che i sei colleghi, isolati nella svuotata società, avrebbero avuto tutelato il loro posto di lavoro. La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Associazione della Stampa romana - conclude il comunicato - protestano per la decisione del Gruppo l'Espresso, chiedono un immediato incontro in sede FIEG ed annunciano che si attiveranno in ogni sede affinchè l'azienda rispetti gli impegni assuntì'. Kataweb ha successivamente precisato che Kataweb News non parteciperà più a Cnn Italia.
Pedofilia: arrestato gestore mega-store telematico

(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Il gestore di un 'mega-store telematico' con in vendita materiale pedo-pornografico e' stato arrestato dalla polizia di Catania. L'uomo, R.G. di 27 anni gestiva - attraverso 15 siti web la maggior parte dei quali su server esteri - il commercio di immagini pedo-pornografiche con minori in giovanissima eta'. Dei siti italiani la Polizia ha disposto il sequestro.
2002-11-07 - 11:53:00

PEDOFILIA: SCOPERTO MEGASTORE ON LINE, UN ARRESTO
BLITZ SU INTERNET DELLA POLIZIA POSTALE DI CATANIA

Catania, 7 nov. (Adnkronos) - Blitz anti-pedofilo on line della polizia postale di Catania, che ha scoperto un vero e proprio megastore telematico di materiale porno e arrestato un giovane di Salerno che gestiva ben 15 siti web, la maggior dei quali ubicati in server esteri. L'uomo, R. G., 27 anni, aveva migliaia di clienti che da tutto il mondo tramite connessione a pagamento o carta di credito acquistavano da lui merce via internet.
(Rre/Gs/Adnkronos)
07-NOV-02 09:18

sabato, novembre 02, 2002

Large world found beyond Pluto

http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/2306945.stm
Monday, 7 October, 2002, 15:33 GMT 16:33 UK
By Dr David Whitehouse
BBC News Online science editor

A new planet-like object has been found circling the Sun more than one and a half billion kilometres beyond Pluto.
We may discover Kuiper Belt objects bigger than Pluto

Frank Summers
Quaoar, as it has been dubbed, is about 1,280 kilometres across (800 miles) and is the biggest find in the Solar System since Pluto itself 72 years ago.

The object is about one-tenth the diameter of Earth and circles the Sun every 288 years. It is half Pluto's size, but apparently larger than the ninth planet's moon, Charon.

"It's about the size of all the asteroids put together," Michael Brown of the California Institute of Technology in Pasadena, US, told BBC News Online. "So this thing is really quite big."

Name vote

Brown and colleague Chadwick Trujillo discovered the new world on 4 June. They used a telescope at the Palomar Observatory in California and followed-up their discovery with the Hubble Space Telescope. Quaoar, California Institute of Technology in Pasadena
Quaoar lies in the so-called Kuiper Belt
Astronomers named the new object Quaoar, after the creation myth of the Tongva people who inhabited the Los Angeles area before the arrival of the Spanish and other European settlers. To the indigenous peoples, Quaoar was the great force of nature that summoned all other things into being. However, Quaoar is not an official name - at least not yet. In a few months, the International Astronomical Union, astronomy's governing body, will vote on it.
For the moment, the object carries the designation 2002 LM60.

Disc of debris

Images of Quaoar had been captured as long ago as 1982, but it was not recognised as a new world. These past observations are being used to pin down its orbit.
"It could easily have been detected 20 years ago, but it wasn't," said Brown.
A good idea of the size of the new world can be gained from the fact that if all the 50,000 numbered asteroids were combined, the resulting body would still be smaller than Quaoar. Quaoar lies in the so-called Kuiper Belt, a swarm of objects made of ice and rock that orbit the Sun beyond Neptune. They are considered remnants of the swirling disc of debris that coalesced to form the Solar System about five billion years ago.

"This new discovery fits right in with our expectation that there should be a handful of objects as large as Pluto," said astronomer David Jewitt, of the University of Hawaii.

More out there

Jewitt, with then-colleague Jane Luu, discovered the first Kuiper Belt object just a decade ago. Researchers say that as larger Kuiper Belt objects turn up, the case for regarding Pluto as a fully fledged planet weakens.

Pluto lies within the Kuiper Belt and is considered by many to be merely among the largest of the bunch, and not a planet in its own right.
"It's pretty clear, if we discovered Pluto today, knowing what we know about other objects in the Kuiper Belt, we wouldn't even consider it a planet," said Brown.
Frank Summers, an astrophysicist at the Space Telescope Science Institute in Baltimore, added: "An observation like this just confirms that; that we may discover Kuiper Belt objects bigger than Pluto."

However, there are a great many astronomers who would oppose any notion that Pluto be demoted.

mercoledì, settembre 11, 2002

L'arbitro Moreno sospeso a tempo indeterminato

La federazione ecuadoriana lo ha sollevato da ogni incarico dopo lo "scandaloso" arbitraggio di Liga-Barcelona

La Repubblica (11 settembre 2002)

Con 12 minuti di recupero ha fatto vincere la squadra di casa
Per la commissione ha anche falsificato il referto della gara

GUAYAQUIL - L'incubo degli italiani tifosi di calcio ne ha combinata un'altra, ma questa volta non gli è andata bene. L'arbitro ecuadoriano Byron Moreno, diventato "famoso" grazie alla sua prestazione in Corea del Sud-Italia agli scorsi mondiali, è stato sospeso a tempo indeterminato.
La decisione, che farà sorridere più di un amante della nazionale azzurra, l'ha presa la commissione della federazione degli arbitri dell'Ecuador al termine di una partita di campionato in cui Moreno ne ha combinate di tutti i colori.

Ma è necessaria una premessa. l'arbitro ha da tempo annunciato di volersi candidare alle prossime elezioni per il comune di Quito con lo slogan "Cartellino rosso contro la corruzione". E domenica scorsa si è ritrovato a dirigere proprio la gara della Liga Deportiva Universitaria (la squadra di Quito) contro il Barcelona di Guayaquil. Al novantesimo gli ospiti conducevano 3 a 2. Ma Moreno ha assegnato sei minuti di recupero, ingiustificati, che ha poi prolungato a 12, facendo vincere la Liga per 4 a 3. Come? Con un rigore dubbio che ha permesso alla squadra di casa di pareggiare e grazie ad una serie di altre discutibili decisioni, tra cui un'epulsione contro il Barcelona.

Ma questa volta per Moreno la situazione si è complicata. La federazione non gli ha concesso sconti e da oggi è stato sollevato da ogni incarico fino a quando non sarà fatta luce sulle accuse e le polemiche seguite alla partita.

Ma c'è di più. Secondo il Barcelona, l'arbitro avrebbe anche falsificato il referto di gara per quanto riguarda i due gol segnati nei minuti di recupero. Un'azione che se verificata potrebbe diventare la prova sufficiente a far radiare l'arbitro dalla categoria. "E' un miserabile - accusa il presidente del Barcelona, Leonardo Bohrer - ha fatto tutto intenzionalmente per raccogliere voti. Ma questa volta la pagherà. Spero che la cacciata serva d'esempio affinché gente come lui non diventi mai più arbitro nazionale e tanto meno internazionale".

La sospensione arriva dopo un'estate piena di polemiche. Prima Moreno ha rilasciato delle interviste in cui esprimeva giudizi molto pesanti sugli italiani paragonandoli a Mussolini; poi una rivista giapponese ha svelato l'improvvisa ricchezza post-mondiale del signor Moreno, insinuando pesantemente sulla liceità della provenienza della sua nuova fortuna.

lunedì, settembre 09, 2002

Economia, Padoa Schioppa: Italia è poco credibile

Cernobbio, 12:54

Durissimo intervento di Tommaso Padoa Schioppa al workshop Ambrosetti di Cernobbio. Secondo quanto è possibile ricostruire, il membro italiano del board della Bce ha definito "ancora malata" la finanza pubblica del nostro paese ricordando l'alto debito e la necessità di ulteriori sforzi per il risanamento.

Padoa Schioppa ha descritto come "ambigua e incomprensibile" la politica italiana, ricordando che tra gli artefici della costruzione europea ci sono De Gasperi, Martino e La Malfa. Tra i cinque punti in agenda per l'Italia, Padoa Schioppa ha ricordato che l'apparato statale "non funziona" così come dovrebbe, mentre c'è ancora carenza di mercato". Nel complesso, secondo Padoa Schioppa, l'Itala "è poco credibile" in Europa, tanto che il rating per affidabilità "è bassissimo". (KwNews/Red)


Padoa-Schioppa: superare 3% non è rottura Patto stabilita'

Francoforte, 13:16

Secondo il banchiere centrale Tommaso Padoa-Schioppa, superare il tetto del 3% nel rapporto deficit-pil non significa ancora infrangere il patto di stabilità. La dichiarazione è contenuta in un'intervista pubblicata oggi su Die Welt.

Il rischio che i tre principali paesi dell'area euro - Germania, Francia e Italia - quest'anno non rispettino il criterio del 3%, per Padoa-Schioppa non rappresenta una minaccia al Patto, che "non è troppo rigido e impedisce piuttosto, anche in tempi di difficoltà economica, che alcuni paesi possano condurre una politica finanziaria a danno della Comunità".

Un allentamento del Patto, secondo l'economista italiano, non è sull'agenda né dei ministri finanziari né della Commissione europea. "Finora la discussione è avvenuta sui giornali e tra singoli economisti", ha spiegato Padoa-Schioppa, per il quale "le discussioni sono benvenute se rappresentano una fase del processo di consolidamento di una disciplina".(red)

giovedì, settembre 05, 2002

VERTICE DI JOHANNESBURG

Status of Treaty Event
(Total Actions as at 03/09/02)
Per consultare il documento fare clic qui

Piano Finale per lo Sviluppo Sostenibile
Per consultare il documento fare clic qui

venerdì, agosto 30, 2002

Ottomila truffati in nome di Padre Pio

Tra i 9 arrestati anche un frate che partecipò a Sanremo, Alfonso Maria Parente

(29 agosto 2002)

ROMA (CNN) -- Una enorme truffa in nome di Padre Pio, che aveva fruttato un bottino di oltre 200.000 euro ai danni di più di 8.000 fedeli di tutta Italia, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Velletri. Le indagini si sono concluse con l'esecuzione tra mercoledì e giovedì, in diverse città italiane, di misure cautelari nei confronti di 9 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla truffa; un'altra è ricercata.

L'operazione "Padre Pio" si è sviluppata in seguito a indagini partite a febbraio e coordinate dalla Procura di Velletri. Gli investigatori hanno individuato una società di Lanuvio, in provincia di Roma (con una sede secondaria a Pescara), che vendeva per corrispondenza materiale informativo sulla vita del frate di Pietrelcina, dichiarando di operare per conto della "Associazione Padre Pio con i bambini" di San Giovanni Rotondo (Foggia).

In cambio dell'equivalente di 49.000 vecchie lire - secondo quanto scoperto dagli investigatori - la società prometteva ai fedeli l'invio a casa di un pacco con un libro ed una videocassetta sul santo, ma soprattutto si impegnava a devolvere il ricavato della vendita per opere di beneficenza a favore di bambini bisognosi.

Una serie di perquisizioni nella sede della società hanno permesso di trovare numerosi documenti, fra i quali una scrittura privata fra la società e l'associazione "Padre Pio con i Bambini" nella quale questa dava l'autorizzazione alla vendita del materiale, in cambio di 10.000 lire per ogni pacco.

Secondo quanto scoperto nel corso delle indagini, però, le quote per la beneficenza non venivano versate perché l'associazione religiosa è risultata inesistente e del tutto sconosciuta all'Ordine dei frati cappuccini del convento di San Giovanni Rotondo.
In manette padre Alfonso Maria Parente

Tra le persone arrestate c'è anche padre Alfonso Maria Parente, il frate cappuccino che due anni fa partecipò al Festival di Sanremo. Per il religioso, che oggi ha 40 anni, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Il ruolo di padre Alfonso Parente era quello di presidente onorario della Associazione "Padre Pio con i bambini". Era proprio il frate che inviava ai fedeli, circuìti anche dal fatto che il garante fosse proprio lui, una persona al di sopra di ogni sospetto, una dichiarazione firmata nella quale dichiarava che gli utili della società sarebbero stati poi devoluti a finalità di beneficenza per i bambini.

Padre Alfonso Parente era arrivato sulle cronache dei giornali già due anni fa quando, nel febbraio del 2000, decise di partecipare al festival di Sanremo nella sezione giovani. Un gesto non condiviso dai frati cappuccini dei gruppi di preghiera di Padre Pio.

(Con il contributo di ANSA)

lunedì, agosto 26, 2002

UNIVERSITA'

UNIVERSITA': SI RIAPRE DIBATTITO SU MODIFICA RIFORMA

(ANSA) - ROMA - Si riapre il dibattito sulle ipotesi di modifica della riforma universitaria varata dall'ex ministro Zecchino. Alleanza nazionale attraverso il responsabile scuole ed Universita' Giuseppe Valditara lancia la propria proposta: una 'laurea avanzata', della durata di 4 o 5 anni, per i giovani che ambiscano a sbocchi professionali di alto livello, da affiancarsi al sistema del '3+2' (laurea triennale e laurea specialistica biennale) con una laurea di base immediatamente spendibile sul mercato. In altre parole, un sistema a 'doppio canale' a seconda degli obiettivi da raggiungere. Il responsabile Scuola e Univesita' dei Ds Mariagrazia Pagano boccia le proposte di modifica. Cancellare l'intero impianto della riforma universitaria del '3+2'', laurea triennale e laurea specialistica biennale, a suo giudizio, e' sbagliato. I Ds propongono invece di avviare un monitoraggio del sistema, 'aggiustando il tiro' della riforma.

Moratti: necessita' di correttivi. Il ministro dell'Istruzione era tornata nelle scorse settimane sulla ''necessita di correttivi'' per la cosiddetta riforma del '3+2'. L'Italia, aveva spiegato, ''e' partita con i due cicli (3+2) in maniera omogenea con tutte le classi di lauree definite. Gli altri paesi europei sono partiti con la sperimentazione. Noi, quindi, abbiamo necessita' di una maggiore flessibilita' per quanto riguarda il rapporto 3+2 e di eliminare alcuni vincoli posti dal decreto che ha istituito la riforma per quanto riguarda le stesse classi di laurea, le specializzazioni e i crediti formativi''. Sul tema e' al lavoro una commissione ministeriale presieduta dal Rettore del Politecnico di Milano Adriano De Maio. L'orientamento sembrerebbe dunque essere verso una maggiore flessibilita' del percorso universitario del 3+2 (con percorsi eventualmente differenti, come quello di una laurea quadriennale e di una specializzazione di un anno, secondo uno schema '4+1'), e verso un accesso appunto piu' flessibile anche al titolo della laurea specialistica (da non legarsi a singoli indirizzi di laurea, previa pero' una verifica delle competenze per il candidato). Il dibattito, cosi' come le proposte di modifica del 3+2, resta comunque aperto.
26/08/2002 16:25
Carte d'Identita' digitali (con impronta)

(ANSA) - PORTO ROTONDO (SASSARI), 25 AGO - Sono in arrivo '2 milioni di carte di identita' elettroniche che diventeranno carte di servizi:lo conferma il ministro Giuseppe Pisanu. Il ministro dell'Interno, parlando con i giornalisti a Porto Rotondo, ha detto che queste 'card' conterranno' anche le impronte digitali, come peraltro accadeva per le vecchie carte di identita' che in basso avevano uno spazio apposito. Pisanu ha inoltre riferito che si sta lavorando alla figura del poliziotto di quartiere,strettamente legato all'ambiente.
2002-08-25 - 15:13:00

venerdì, agosto 23, 2002

PENNE RUBATE ALL'AGRICOLTURA

HACKER: DIFENDI COSÌ IL TUO PC
di Luca Panerai

La loro filosofia si chiama Open World e il loro obiettivo è distruggere i
muri di protezione delle principali reti informatiche di tutto il mondo, per
dimostrare che qualsiasi sistema di difesa, anche il più sofisticato, ha
almeno un punto debole. Gli hacker vogliono una rete libera, senza
padroni, accessibile a tutti, sono dei tecnoanarchici in grado di compiere
veri e propri attentati. Ne sa qualcosa il Pentagono, quando meno di un
anno fa un ragazzo poco più che maggiorenne riuscì a bucare la rete e a
introdursi nella banca dati della Cia.
Quel ragazzo fu arrestato, ma come lui ce ne sono a migliaia, tutti
collegati alla setta Open World. Comunicano su speciali chat line private
e usano messaggi in codice. Condividono ogni software, ogni scoperta,
che possa contribuire a rendere più forte la setta degli hacker.

GURU CONVERTITI
Alcuni guru di Open World si sono convertiti e hanno fatto i soldi, come
Linus Torvall, l'ideatore del sistema operativo Lynux (distribuito a prezzi
stracciati per fare concorrenza a Windows Xp); o come i ragazzi di
Napster, che, dopo avere messo in crisi le corti di giustizia americane
con la musica gratis via Internet, hanno raggiunto un accordo con una
casa discografica, la Bertlesmann, per diffondere musica in rete a prezzi
concorrenziali.
Ma, oltre agli hacker buoni, c'è un popolo di giovani e agguerriti
tecnoterroristi, pronti a tutto pur di danneggiare le reti con virus sempre
più sofisticati e difficili da distruggere. Recentemente, la rete centrale
della Microsoft è stata bloccata da un maxivirus: era la risposta di Open
World alla pretesa invulnerabilità del nuovo sistema operativo Windows
Xp. Ogni giorno, gli uffici di tutto il mondo vengono colpiti da virus di
ogni tipo e solo una piccola parte viene bloccata dai normali software
antivirus installati sui pc.

ANTIVIRUS COME CIPOLLE
I due software più diffusi sono prodotti da McAfee e da Symantec, che
produce il famoso Norton Antivirus. Tuttavia, questi sistemi hanno
bisogno di aggiornamenti continui e rappresentano uno scudo molto
sottile contro la pirateria informatica. Immaginiamo che i nostri dati
siano il cuore di una cipolla e i software antivirus installabili sul singolo
pc il primo strato della cipolla,: ebbene, tutto il resto è vulnerabile.

COME FUNZIONA UN FIREWALL
Come difendersi allora dall'aggressività degli hacker (alcuni offrono
servizi su richiesta anche alle organizzazioni no global, o addirittura al
terrorismo islamico)? Il primo sistema serio di difesa di una rete è il
Firewall (muro di fuoco) e consiste in un sistema di monitoraggio
costante dei profili predefiniti di chi entra e chi esce dalla rete. Qualsiasi
utente non registrato o non rispondente ai requisiti stabiliti dalla rete
viene «bruciato», in termine tecnico, e lasciato incenerito fuori dalla
rete. Qualsiasi file sospetto viene bloccato e controllato in una camera
asettica di compensazione, che elimina qualsiasi virus o tentativo di
sabotaggio della rete. I profili degli utenti sono soggetti a verifiche
cicliche e continuamente aggiornati dall'interno.
Una macchina in grado di ospitare un Firewall professionale e di
massima efficacia parte da un prezzo minimo che si aggira attorno ai 3
mila euro e richiede l'attenzione costante di un tecnico specializzato.
Questo tipo di protezione è adatta dunque a difendere i dati di
un'azienda o di uno studio professionale, più che il pc di un'abitazione. I
principali sistemi Firewall sono prodotti dalla Cisco e dalla Sun
Microsystems.

UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA
Resta però il rischio di danno fisico alla rete o di distruzione del sistema.
Un esempio per tutti: l'11 settembre la Morgan Stanley, i cui uffici erano
situati nelle Torri Gemelle, ha subito la perdita di milioni di gigabyte
importantissimi. Ma danni non meno importanti per una piccola impresa
possono essere causati da una perdita d'acqua o un incendio. Per
escludere anche questi rischi, e per ottimizzare la spesa per la sicurezza
di un server aziendale, riducendo i costi di gestione, una soluzione,
disponibile anche in Italia, si chiama Asp: Application service provider. È
un vero e proprio ufficio di intelligence che ospita un sofisticatissimo
data-center (composto dai migliori computer sul mercato) e che offre
alle aziende la possibilità di archiviare in area remota l'intero sistema e i
dati dell'impresa, nonché le applicazioni comuni per ufficio (come
Microsoft Office ecc.) o create su misura per l'attività specifica. Il
pacchetto è completo e si paga un canone.
Sui pc aziendali resta così solo un leggerissimo programma di
connessione alla banca dati asp, che gestisce, protegge e aggiorna dati
e software. In America l'Asp è una soluzione molto diffusa e adottata
dalle maggiori banche d'affari e compagnie di assicurazioni o di credito.
In Italia si sta lentamente affermando come soluzione nuova, anche se
permangono resistenze per il timore che la riservatezza dei dati non sia
garantita.
Un'offerta seria di Asp e di sicurezza dei server la offre per esempio una
giovane società partecipata da Telecom Italia, la Netesi.

giovedì, agosto 22, 2002

Sharon,non usero' atomica per primo nei confronti Baghdad; 'Ma contro

(ANSA) - PARIGI, 22 AGO -Il premier israeliano Sharon 'non sara' il primo a utilizzare le armi di distruzione di massa contro l'Iraq',ma ha preso 'tutte le precauzioni necessarie'. Rispondendo al settimanale francese 'Le Point', che gli ha parlato delle 'rivelazioni del Pentagono su una risposta israeliana se Bagdad usasse armi non convenzionali', Sharon ha detto che la cosa migliore 'e' parlarne poco, pur essendo pronti ad agire'. Ha poi detto che il futuro presidente palestinese deve avere una funzione 'simbolica'. /RED
22/08/2002 16:02

mercoledì, agosto 21, 2002

RUBRICA: VE L'AVEVAMO DETTO, NOI

MMS, un mercato sopravvalutato?

KwNews - Roma 16:42, 16:52

Secondo un sondaggio condotto dal World Wireless Forum (W2F), una società di ricerca specializzata nella tecnologia Wireless, tra gli oltre 3.000 dirigenti di compagnie impegnate in questo settore gli MMS saranno un successo in 16 mercati con un fatturato totale di 5,7 miliardi di euro nei prossimi due anni. I gestori prevedono inoltre che nei prossimi due anni si invieranno nel mondo 200 miliardi di MMS ogni mese. Una ricerca del W2F dimostra invece che il numero difficilmente raggiungerà quota 200 milioni al mese. Se le stime del W2F si riveleranno fondatate significherebbe che il mercato dei messaggi multimediali è stato abbondantemente sovrastimato dai gestori mobili. Josh Dhaliwal di W2F ha spiegato che "la chiave del successo sarà il prezzo. E la comunicazione. Il mercato degli SMS è saturo, servono nuovi servizi. Ma i gestori stanno ora pubblicizzando le caratteristiche dei messaggi multimediali, non i benefici per il consumatore. Con questo tipo di comunicazione, si rischia la fine del Wap.Non stiamo dicendo che gli MMS non saranno un successo, ma che non seguiranno la strada percorsa dagli SMS: i messaggi di testo sono comunicazione, gli MMS saranno usati per scopi diversi, come ad esempio la ricezione di servizi a valore aggiunto".

Bertolucci: il cinema italiano non è libero

Bertolucci: il cinema italiano non è libero
(fonte: Il Nuovo

Il regista, da Parigi, parla delle difficoltà che incontrerebbe se tornasse a lavorare in Italia: "Avrei voluto girare la terza parte di Novecento, ma la situazione politica attuale non me lo permette".

PARIGI - Dopo Moretti , nuovo attacco alla politica italiana di un altro illustre regista. ''Avrei voluto tornare in Italia a girare la terza parte di '900 - ha dichiarato Bernardo Bertolucci a Le Monde - ma la situazione politica italiana attuale non lo permette''. Durante una pausa sul set di The Dreamers , dedicato ai giovani del 'maggio francese', il regista ha parlato delle sue difficoltà a lavorare in Italia.

''Dopo aver girato in Cina, nel Sahara e in Nepal - ha detto - avrei voluto rientrare in Italia per completare '900. La seconda parte terminava il 25 aprile 1945 e avrei voluto proseguire la storia fino alla fine del secolo. Ma mi sono reso conto che le prime due parti di '900 erano state girate in un momento di grazia della storia politica italiana. Berliguer dirigeva il Pci e si apprestava a concludere il compromesso storico con Moro. Nel 1998 la situazione è molto cambiata. Ho deciso allora di fare un film sul '68, dato che i giovani non ne sanno niente''.

Secondo Bertolucci ''oggi il mercato ha interesse a censurare il passato. Certamente i militanti antiglobalizzazione ogni tanto riescono a mobilitare molte persone, ma sono isolati. 'Ho fatto un incubo che il Grande Comunicatore cominci ad essere accettato nel resto d'Europa, e che la cecità che ha colpito l'Italia davanti a Berlusconi raggiunga altri paesi''.

(21 agosto 2002, ore 18.33)