domenica, dicembre 22, 2002

Iraq: Bush da' segreti intelligence a ispettori Onu

(di Giampiero Gramaglia)

(ANSA) - 21-12-2002 - WASHINGTON - Gli Stati Uniti impongono una dinamica di guerra alla crisi con l'Iraq: prima di lasciare Washington per la sua pausa di fine anno, il presidente George W. Bush da' l'ok per fornire agli ispettori dell'Onu informazioni di intelligence sull'Iraq; autorizza il raddoppio, nel giro di un mese, delle forze di stanza nel Golfo; e rinvia un viaggio in Africa dal 7 al 15 gennaio.
Decisioni scandite, l'una dopo l'altra, e a poche ore l'una dall'altra. Inoltre, ponendo il veto all'Onu su una risoluzione di condanna d'Israele - non accadeva da un anno - Washington mostra di non temere in questa fase le complicazioni politiche che possono derivare sul fronte iracheno.
Baghdad fiuta l'aria e drammatizza: un intervento militare sarebbe ''imminente'': ''Gli Stati Uniti cercano di metterci con le spalle al muro, con l'unico fine di aggredirci'', scrive Babel, il giornale di Uday, il primogenito di Saddam Hussein, che paragona Bush al condottiero mongolo Hulagu, un discendente di Gengis Khan, che nel 1258 prese Baghdad.
Le informazioni dell'intelligence americana serviranno agli uomini do Hans Blix, che ne fa formale richiesta, per scovare le scorte irachene di armamenti bio-chimici.
Il passaggio delle notizie fra agenti della Cia e ispettori dell'Onu, che sarebbe gia' in corso, avviene con cautela: Washington, infatti, teme fughe di dati che potrebbero aiutare Baghdad.
Ma Blix ha insistito; e Bush ha acconsentito: senza il supporto dei dati in possesso degli americani, che sembrano saperne piu' di tutti, le ispezioni rischiano di rimanere generiche e inefficaci. Salvo ricorrere, come pure avverra', a interrogatori di scienziati fuori dall'Iraq.
Con la Cia a fare da suggeritore, gli esperti dell'Onu possono, invece, sperare di prendere, finalmente, gli iracheni in fallo. Ma, se non sara' cosi', gli Stati Uniti saranno in imbarazzo: basano sull'intelligence, l'affermazione che il regime di Saddam Hussein dispone di armi di sterminio. Blix avra', forse, elementi da riferire al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che vuole ascoltare, il 9 gennaio, un rapporto dettagliato sulla dichiarazione irachena sulle armi di distruzione di massa, dopo che, giovedi, gli Stati Uniti l'hanno definita una ''violazione palese'' della risoluzione 1441 delle Nazioni Unite dell'8 novembre.
Ma un rapporto di sostanza sui risultati delle ispezioni e' fissato per il 27 gennaio. Per quella data, il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld avra' gia' dato corso agli ordini, che saranno impartiti a giorni, per rendere operativa le decisioni militari del presidente Bush.
Dopo due giorni di consultazioni con i suoi strateghi, il comandante in capo ha ieri approvato l'invio nel Golfo entro gennaio di altri 50 mila militari statunitensi, che andranno ad aggiungersi ai 60 mila circa gia' presenti. E' probabile che la mobilitazione comporti il richiamo di decine di migliaia di riservisti.
Dalla base di Bagram, a nord di Kabul, dove e' in visita, il capo di Stato Maggiore americano, generale Dick Myers, assicura: le forze armate saranno pronte, se e quando il presidente decidera' l'attacco nel Golfo.
Anche il premier britannico Tony Blair ribadisce che Londra e' pronta a seguire Washington in un intervento armato perche' Saddam continua a giocare a nascondino con l'Onu: gli inglesi proseguono la ''pianificazione di contingenza'' per preparare il Paese a un conflitto che ricalchi quello del 1991. Citando il deterioramento della crisi con l'Iraq, Bush ha anche deciso di rinviare una missione in Africa in programma nella prima meta' del mese prossimo (e che, invece, si fara' piu' avanti nell'anno).
Fra le ragioni del rinvio, pero', il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer ha anche citato il desiderio del presidente di cominciare a lavorare, nell'anno nuovo, sulle priorita' della politica interna.
Ricevendo alla Casa Bianca il Quartetto, cioe' la formazione diplomatica internazionale (Usa, Ue, Russia e Onu) che segue il processo di pace in Medio Oriente, Bush aveva poco prima dichiarato la propria delusione per l'atteggiamento iracheno: Baghdad e' molto lontana dall'avere mostrato la volonta' di rinunciare alle armi di sterminio e di rendere conto di quelle che ha.
Per mantenere la pressione sul regime di Saddam, nel giorno che un agguato in Afghanistan ricorda agli americani che in guerra si muore, 240 mila volantini vengono sganciati su due localita' del Sud dell'Iraq, per informare gli iracheni delle frequenze su cui vengono trasmessi programmi radio di sostegno all'opposizione irachena a Saddam Hussein e notizie sulle ispezioni dell'Onu.
Il lancio dei volantini fa seguito a un'incursione, ieri, contro due postazioni della difesa contraerea irachena, sempre nel Sud del Paese: una delle decine di scaramucce registrate quest'anno e intensificatesi nelle ultime settimane.
21/12/2002 22:11

sabato, dicembre 21, 2002

FIAT: PAGLIARULO, ORA CONTA MENO DI ZERO NEI CONFRONTI DI GM

Roma, 21 dic. - (Adnkronos) - ''Prima la Fiat contava pochissimo nei confronti di General Motors. Oggi, con la vendita di tutte le azioni Gm di proprieta' Fiat a Merril Lynch, conta meno di zero'': lo afferma il senatore Gianfranco Pagliarulo (Comunisti Italiani) commentando la cessione della quota di Gm da parte del Lingotto. ''Cio' vuol dire -sostiene Pagliarulo- che Gm domani potrebbe acquistare Fiat per quattro soldi. Presumibilmente sia questa operazione che la vendita di Fidis servono a Fiat per 'fare cassa'. Ma al dinamismo finanziario del gruppo corrisponde una totale inerzia delle prospettive industriali''.