sabato, febbraio 22, 2003

Elettrosmog, nuovi limiti «I più rigorosi d’Europa»

Ma gli ambientalisti: tutelano solo i grandi interessi

(fonte: Corriere della Sera)

ROMA - «Ora, per il cosiddetto elettrosmog, abbiamo i limiti più rigorosi d’Europa», esclamano in coro i ministri delle Comunicazioni Maurizio Gasparri e dell’Ambiente Altero Matteoli. «Macché, questi limiti tutelano solo i grandi interessi e non la salute dei cittadini», replicano gli ambientalisti. I decreti attuativi della tormentata legge quadro sull’elettrosmog, approvati ieri dal Consiglio dei ministri, hanno rilanciato la polemica sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici prodotti da elettrodotti (basse frequenze) e da antenne radiotelevisive e per telefonia cellulare (alte frequenze). Come al solito, sia sul versante politico sia su quello tecnico-scientifico, ci sono opinioni nettamente contrapposte.

ELETTRODOTTI - I nuovi decreti fissano, per gli elettrodotti, un valore di attenzione, cioè un limite a tutela di eventuali effetti nocivi a medio e lungo termine in seguito a esposizioni prolungate, di 10 microtesla (unità di misura del campo magnetico). La legislazione nazionale precedente non prevedeva alcun valore di attenzione. Esistevano, tuttavia, norme del 1992 e del 1995 che indicavano un limite di 100 microtesla a garanzia degli «effetti acuti» (quelli che si manifestano immediatamente). «Il valore di attenzione di 10 microtesla - sottolinea Matteoli - è dieci volte inferiore a quello consigliato dal comitato di cinque esperti (l’oncologo Cognetti, l’epidemiologo Doll, il medico Rapacholi, il fisico Regge e l’ingegnere Falciasecca), che aveva consigliato di attenersi ai valori di 100 microtesla indicati dalla Comunità europea. Fissando limiti fra i più severi al mondo, abbiamo voluto tenere conto delle preoccupazioni espresse dai cittadini». Il decreto stabilisce anche un «obiettivo di qualità» di 3 microtesla da applicarsi alle linee di futura costruzione.


ANTENNE - Il valore di attenzione stabilito dai nuovi decreti è di 6 volt per metro (unità di misura del campo elettrico). In questo caso non ci sono novità rispetto al passato perché già una norma del 1998 prevedeva l’identico valore. «Si tratta di un valore estremamente cautelativo per la popolazione - ribadisce il ministro dell’Ambiente -, ben dieci volte inferiore, per fare un esempio, rispetto a quello in vigore in Gran Bretagna». Aggiunge Gasparri: «E’ un decreto che non solo tutela i cittadini, ma facilita lo sviluppo delle reti di telefonia mobile di terza generazione Umts».


PRECAUZIONE - «Con questi decreti è stato ucciso il principio di precauzione - controbatte l’onorevole Valerio Calzolaio, ex sottosegretario all’Ambiente -. Infatti il limite di 10 microtesla è venti volte più alto di quello ipotizzato nella prima bozza di decreto elaborata due anni fa del centrosinistra. Con questi numeri, i risanamenti saranno nulli o minimi. Quanto agli effetti a lungo termine sulla salute, vedremo se non si faranno sentire». Altrettanto contrariato il verde Pecoraro Scanio il quale parla di «condono sulla pelle della gente» e invoca il referendum.


CARRETTE - Consensi quasi unanimi, invece, anche da parte degli ecologisti, su un altro decreto di tutela ambientale che, anticipando la nuova normativa europea, vieta l’ingresso nei porti alle cosiddette «carrette del mare», navi cisterna a scafo singolo, con età superiore ai 15 anni, che trasportano combustibili e altri prodotti pericolosi.

Franco Foresta Martin