lunedì, dicembre 22, 2003

Una battaglia senza sosta per farsi riconoscere

(fonte: Corriere della Sera del 22.12.03, Editoriale di Francesco Alberoni)

Esisti perché gli altri ti vedono, vali perché gli altri ti lodano. È stato Hegel a capire quanto per l’uomo sia importante il riconoscimento. È per essere riconosciuto che l’uomo lotta, combatte, cerca e conquista il potere. Guardatevi attorno: in ogni città vedrete imponenti palazzi. Sono stati eretti perché tutti li vedano, li ammirino e riconoscano la ricchezza e la potenza di coloro che li hanno costruiti o li abitano. Andate in qualsiasi porticciolo d’estate e vedrete folle a bocca aperta davanti ai lussuosi yacht dei personaggi più ricchi e celebrati. Quali cose desidera lo scienziato? Fare una scoperta che lo renda famoso e ammirato in tutta la comunità scientifica. Vedere il suo nome citato, esaltato, passare alla storia. E lo stesso vuole il pittore, lo scultore, lo scrittore, il musicista, il regista. Miguel de Unamuno vedeva, in questo desiderio, il segno inconfondibile che l’uomo aspira alla immortalità. Certo aspira all’applauso e al trionfo non soltanto oggi, ma anche domani. Achille fu posto di fronte all’alternativa: voleva una vita lunga e oscura o una vita breve, ma eroica, destinata a essere ricordata per sempre? E scelse la seconda.

Il segno inconfondibile di una dittatura è la presenza del ritratto del dittatore dovunque. Nelle piazze, nelle scuole, negli edifici pubblici, in tutte le case. Nelle democrazie i politici non possono aspirare a tanto, ma si sforzano di essere visibili il più possibile. I più potenti hanno uno staff che preme sulla televisione in modo che la loro faccia sia sempre presente e i loro discorsi sempre trasmessi. Altri, per farsi notare, fanno qualche dichiarazione clamorosa, che faccia parlare di loro. L’incubo che li accomuna è di non essere ripresi, di non esser citati, di sparire. Sparire dal video e dai giornali è morire. Anche la gente comune vuol esistere sui media.

Per andare da Amadeus o a Passaparola c’è una fila infinita. E altrettanto per ostentare la propria vita sessuale ne Il grande fratello . Non c’è cosa che la gente non sia disposta a fare per apparire. Il freno, il ritegno, il pudore devono sempre esercitarlo l’emittente. E che cosa succede quando qualcuno ha raggiunto il successo, la notorietà, la fama? C’è un momento in cui, appagato, si ritira? No. Tutti temono di scomparire. Il presentatore, appena terminata una trasmissione, ne aspetta una nuova, l’attore una nuova fiction, il regista sogna un nuovo film, il romanziere pensa a un nuovo libro di successo, il direttore d’orchestra a un nuovo concerto. Chi entra nel gioco del riconoscimento e del potere ne resta schiavo.

Ma allora tutti, qualsiasi cosa facciamo, siamo dannati? C’è qualche situazione in cui veniamo liberati da questa condanna? Sì. Per esempio, è quando ci innamoriamo e siamo riamati. Allora il nostro amato vale più di tutti gli abitanti della Terra e non ci importa più nulla di loro, di ciò che pensano. Ci basta la sua presenza, il suo amore. Oppure quando abbiamo un bambino piccolo lungamente desiderato e viviamo con lui, giochiamo con lui, ed egli è l’ultimo pensiero quando ci addormentiamo e il primo al risveglio. Infine, infinitamente più raro, c’è il mistico che si appaga in Dio. Solo l’amore totale ci fa uscire dalla prigione del riconoscimento.

lunedì, dicembre 15, 2003

CIAMPI RINVIA ALLE CAMERE IL DDL GASPARRI

(fonte: ANSA)

ROMA - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha rinviato il ddl Gasparri alle Camere chiedendo una nuova deliberazione. Le osservazioni di Ciampi sono contenute in cinque pagine. ''Non posso esimermi dal richiamare l'attenzione del Parlamento su altre parti della legge che - per quanto attiene al rispetto del pluralismo dell'informazione - appaiono non in linea con la giurisprudenza della Corte Costituzionale'', e' uno dei passaggi del messaggio inviato dal presidente della Repubblica alle Camere per motivare il rinvio del ddl Gasparri. C'e' anche il sistema integrato delle comunicazioni tra le osservazioni che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato alle Camere nel messaggio con il quale spiega i motivi del rinvio del provvedimento. ''Per quanto riguarda la concentrazione dei mezzi finanziari - scrive Ciampi - il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) - assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione - potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% (art.15, secondo comma, della legge) di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti''. Nel messaggio inviato alle Camere il presidente della Repubblica affronta anche il nodo della raccolta pubblicitaria. ''Quanto al problema della raccolta pubblicitaria si richiama la sentenza della Corte Costituzionale 231 del 1985 che, riprendendo principi affermati in precedenti decisioni, richiede che sia evitato il pericolo 'che la radiotelevisione, inaridendo una tradizionale fonte di finanziamento della libera stampa, rechi grave pregiudizio ad una liberta' che la Costituzione fa oggetto di energica tutela'''.

BERLUSCONI, RIVOTEREMO GASPARRI, NON SO SE UGUALE

STRASBURGO - La legge Gasparri ''non mina la liberta' di informazione''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, precisando che il rinvio alle Camere della legge ''gli era stato anticipato'' e aggiungendo che la legge sara' rivotata anche se non sa se con un testo uguale.
Il capo dello Stato aveva infatti incontrato il premier Berlusconi, il quale, al termine del colloquio, aveva dichiarato che ''per quanto mi riguarda non ci sarebbe alcun vulnus politico, per il governo. Quanto a Gasparri prendera' le sue decisioni''. ''Io - ha aggiunto Berlusconi - non ho seguito questa legge, non l'ho voluta seguire. Sapete che c'era di mezzo questo benedetto o maledetto conflitto di interesse. Di tante leggi questa e' quella che ho seguito meno''. Dalla legge Gasparri - ha aggiunto Berlusconi - ''Mediaset non ha avuto nulla in piu'''. ''Leggendo i giornali - afferma il premier - sembrava che la legge Gasparri fosse tesa a favorire il gruppo Mediaset. Invece e' vero il contrario, perche' il gruppo Mediaset e' al contrario molto preoccupato dalla concorrenza che si puo' scatenare, del fatto che tutti gli editori possono fare la tv''. Berlusconi dice dunque di aver voluto spiegare che ''Mediaset non ha avuto niente in piu'''. ''Toccato sul vivo di un possibile interesse mio, di un interesse di Mediaset che questa legge favorirebbe ho fatto presente che non e' cosi' - conclude -. Ho solo risposto a chi puo' avere problemi in negativo''.

GASPARRI, ATTENTA VALUTAZIONE OSSERVAZIONI CIAMPI

ROMA - ''Il rispetto per il Capo dello Stato impone un'attenta valutazione delle osservazioni effettuate''. E' il primo commento del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri al rinvio alle Camere della legge che porta il suo nome da parte del Presidente Ciampi''. ''Non e' certo la prima volta - sottolinea Gasparri in una nota - che una legge viene rinviata alle Camere. Sono sicuro che come e' gia' accaduto in altre legislature e con altri governi, anche in questo caso, sara' il Parlamento ad individuare le soluzioni piu' opportune''.

DDL GASPARRI: CASINI, RISPETTO PER DECISIONE CIAMPI

ROMA - ''Come presidente della Camera dei Deputati, massimo custode delle deliberazioni di questa assemblea, esprimo rispetto per la decisione del Capo dello stato, che come e' noto, ha esercitato una sua prerogativa prevista dalla Costituzione''. Lo ha detto il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini una volta terminata la lettura del messaggio con cui il Capo dello Stato rinvia alle Camere la legge Gasparri. Casini si e' detto certo che alla decisione di Ciampi fara' seguito un attento ed accurato esame parlamentare del provvedimento nell'ambito della corretta dialettica costituzionale.
15/12/2003 23:30